L’aumento della TARI è una questione che purtroppo riguarda tutti i Comuni della provincia di Lecce. Basta sfogliare la stampa locale degli ultimi mesi.

I cittadini devono intanto capire che nel sistema attuale, regolato dalla L.R. 24 del 2012 e modificato dalla L.R. 20 del 2016, ai singoli Comuni non è consentito nessun margine di manovra e di autonomia. Ogni Comune, infatti, appartiene ad un ARO di competenza (Ambito di Raccolta Ottimale) individuato dalla Regione, e tutte le decisioni in merito alla raccolta, al trasporto ed allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, vengono prese collegialmente in tale ambito, sotto la costante supervisione della Regione. A ciò si aggiunge l’attività dell’AGER (Agenzia Regionale dei Rifiuti, che ha sostituito i precedenti ATO provinciali) che si occupa di individuare i flussi per lo smaltimento dei rifiuti, indicando le discariche e gli impianti di trattamento della differenziata e decidendo, di concerto con i concessionari degli impianti, i costi di trattamento e conferimento per tutti i Comuni della Regione.

Ebbene, in tutto questo meccanismo, i Comuni si limitano a svolgere la triste e ingrata funzione di esattori, per conto delle ditte aggiudicatrici del contratto d’appalto e della gestione degli impianti. Un compito di cui i Comuni farebbero volentieri a meno e che comporta solo oneri: i costi d’invio delle cartelle agli utenti, la materiale riscossione, con il conseguente recupero delle somme non versate…solamente per poi trasferire gli importi a chi svolge il servizio, nonché gli inevitabili malumori dei cittadini. Pertanto, visto che, come detto, i Comuni non hanno nessun margine d’intervento sulle tariffe, sarebbe opportuno che la tassa fosse richiesta e incassata direttamente dalle ditte stesse o dall’Agenzia Regionale.

I recenti rincari sono essenzialmente dovuti all’innalzamento delle tariffe di conferimento  dei rifiuti, alla mancanza di impianti di compostaggio in provincia e soprattutto al contenzioso che ha opposto i Comuni leccesi con la ditta Progetto Ambiente. Ad essa è stato riconosciuto, con una serie di sentenze confermate in via definitiva, il pagamento di un importo complessivo di 30 milioni di euro, da spalmare sui 97 Comuni della Provincia. Si tratta di un adeguamento tariffario sul conferimento nell’impianto di Cavallino, dovuto a partire dal 2010.

I costi a tonnellata del conferimento dei rifiuti negli impianti sono lievitati in maniera esponenziale: ciò è dovuto essenzialmente ad una situazione di fatto che vede una ristretta cerchia di gestori, a formare un vero e proprio oligopolio che non permette di ridurre l’impatto economico, e la mancanza di impianti locali che fanno aumentare notevolmente i costi di trasporto.

A ciò si aggiunga la cd. Ecotassa, che nonostante quanto ribadito dal Consiglio di Stato sulla sua legittimità, viene ancora riscossa dalla Regione in misura maggiorata; la TEFA, vale a dire il tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente, che spetta appunto alla Provincia; ed i ristori ambientali per i Comuni che ospitano le discariche.

Ecco, quindi, che la maggior parte dei Comuni salentini ha dovuto approvare, entro lo scorso marzo, dei Piani finanziari TARI che prevedevano sostanziosi aumenti della tassa: si va dal +27% di Novoli, al +20% di Guagnano, al +14% di Nardò, al +8% di Melendugno, all’11% di Melpignano, al 10,45% di Castrignano De’ Greci, al 9,72% di Muro Leccese, al 3,7% di Carpignano, e così via.

Questa, ad ulteriore esempio, la situazione degli ultimi 4 anni per il Comune di Lecce (riferita ad una famiglia media di 4 persone e ad una abitazione di 80 mq):

  • Tari 2015: 247.33 euro
  • Tari 2016: 269.49 euro
  • Tari 2017: 269.49 euro
  • Tari 2018: 345.25 euro

Il Comune di Cursi registra una percentuale di aumento, rispetto al 2018, del 5,9%.

Ovviamente alle Amministrazioni locali spetta il compito di sollevare in tutte le sedi possibili la questione dell’aumento della Tari ed è quello che più volte il Comune di Cursi ha ribadito, sottolineando gli sforzi effettuati in questi anni per raggiungere buoni risultati sulla raccolta differenziata. Ma l’impegno dell’Amministrazione per l’informazione e la sensibilizzazione sulla bontà e necessità di separare correttamente i prodotti e di avviarli a riciclo, ed i sacrifici dei singoli cittadini, rischiano di essere vanificati dall’inefficienza e inadeguatezza del sistema di gestione dei rifiuti.

Abbiamo più volte sollecitato la realizzazione degli impianti di recupero e smaltimento pubblici, di cui si parla da anni. Occorre quindi che Regione Puglia e AGER si assumano le loro responsabilità e diano a tutti risposte adeguate ed immediate.

Solo così i cittadini potranno godere dei benefici che il loro impegno profuso in questi anni merita.

Di pari passo va la lotta ad evasione, erosione ed elusione della tassa. Il Comune ha da tempo avviato una campagna di accertamenti che già ha dato buoni risultati, cui seguirà l’invio delle ingiunzioni di pagamento, per il recupero delle somme dovute. La nostra Amministrazione non si è mai sottratta a questa pratica per quanto impopolare, come peraltro ribadito persino in campagna elettorale e nessun tributo è andato in prescrizione.

Inoltre, si sottolinea che il mancato introito degli evasori non viene ripartito tra i cittadini paganti: il Piano finanziario che il Comune di Cursi prende in considerazione ogni anno è esclusivamente quello dell’anno in corso, con le voci di costo relative e nulla di più.

Municipio di Cursi – Sito web

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