Sottotenente Ugo Marotta

Sottotenente Ugo Marotta, nato a Cursi il 4 dicembre 1922 da Nicola, Ufficiale Marittimo, e da Lewinka Maria. Dopo aver appreso i primi rudimenti del sapere nel paese natale, proseguì gli studi classici e poi si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma, ora “La Sapienza”; non poté completarli perché nel 1942 fu perseguitato politicamente dalla polizia fascista ed imprigionato con  altri colleghi universitari per associazione “rivoluzionaria”.

Il Sotto Tenente Ugo Marotta
Il Sotto Tenente Ugo Marotta

Caduto il fascismo prese parte alla guerra di liberazione e in una azione contro la resistenza tedesca a Cavaldipitrio Monte del Re, il 15 aprile 1945, nel guidare un assalto fu ferito mortalmente e gli venne riconosciuta la medaglia d’argento al valor militare, con la seguente motivazione:

Ufficiale Commissario chiese ed ottenne di essere destinato al Comando di un Plotone Fucilieri. In un’azione di attacco, incurante della furiosa resistenza nemica, con elevata capacità ed indomabile slancio guerriero, portava il suo Plotone all’assalto di munite posizioni. Ferito alle gambe, non desisteva dal combattimento ma, rifiutato ogni soccorso, continuava a guidare nell’aspra e sanguinosa lotta i suoi valorosi marinai. Nonostante la gravità delle ferite, si slanciava nuovamente all’assalto fino a quando, colpito a morte, si abbatteva sulla posizione conquistata. Magnifico esempio di spirito guerriero e alte virtù militari.

Cavaldipitrio Monte del Re, 15 aprile 1945.

Poiché per i motivi su esposti il concittadino Ugo Marotta non aveva potuto conseguire la laurea in Giurisprudenza, in seguito al conferimento della medaglia d’argento il Rettore dell’Università degli Studi di Roma gli concesse la Laurea di Dottore in Legge “Honoris Causa”.

Il sottotenente Ugo Marotta è sepolto nella tomba di famiglia del cimitero di Cursi accanto ai suoi genitori.

I contenuti testuali di questa pagina sono tratti dal libro del prof. Donato Giannuzzi “Cursi, la storia, la vita, la pietra“. Congedo Editore 2003.

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