“I forni erano creati per bruciare un cadavere alla volta, ma data l’urgenza obbligarono ad introdurre più morti per ogni infornata. In un primo momento quattro per ogni infornata, poi anche dieci per volta. I corpi venivano disposti su una specie di barella, quindi due o tre uomini per ogni lato della barella per sollevarla fino all’imboccatura del forno ed un altro di fronte impugnava i manici e spingeva la barella dentro al forno. Doveva a quel punto far scivolare i corpi e ritirarla velocemente prima che il ferro della barella si surriscaldasse tanta era la potenza delle fiamme. Dovevamo agire in fretta e con precisione, consapevoli che un giorno, questa era la legge, sarebbe toccato a noi.”

Tratto dal libro di Silvano Lippi “39 mesi, 60 anni dopo”.

Silvano Lippi, 39 mesi